Contro l'imperialismo italiano, le
sue alleanze e le sue missioni “umanitarie”!
Dopo lunghissime trattative, passate completamente sopra la
testa degli abitanti locali, portate avanti dal governo Berlusconi
prima e, in perfetta continuità, da quello Prodi dopo, l’Italia ha
accettato il raddoppio della base USA di Vicenza.
Se migliaia di vicentini si sono
mobilitati contro la base, favorevoli alla base sono invece sempre stati gli
enti locali e le categorie imprenditoriali (industriali, commercianti e
artigiani locali) che hanno chiesto all’ambasciatore USA facilitazioni per
sfruttare il mercato interno alla base. La torta da spartire per i lavori è
pari a 310.150.000 euro; vi concorrono molte imprese italiane e straniere, fra
cui anche tre coop “rosse”: la Cmc (Cooperativa muratori cementisti)
di Ravenna, la Cmr (Cooperativa muratori riuniti) di
Ferrara e la Ccc (Consorzio cooperative costruzioni)
di Bologna.
Con il progetto Ederle 2, il
governo Prodi conferma la disposizione italiana a partecipare a guerre
imperialiste, sia con proprie milizie che fornendo supporto logistico. Non è un caso, infatti, che
l’ultima Finanziaria abbia aumentato di ben cinque
punti percentuali le spese militari, senza contare le ulteriori spese per le
“missioni”all’estero, a fronte dei numerosi tagli a spese e servizi sociali.
Questa base militare, in particolare, fa parte di un ampio
dispositivo bellico, fatto da installazioni italiane, statunitensi o della Nato,
che rende possibile le missioni di guerra in diversi teatri: Iraq, Afghanistan,
Libano, Balcani…
Esso permette all’Italia di coordinare (e contrattare)
le proprie missioni militari con l’alleato statunitense e di guadagnarsi un
“posto d’onore” nello sfruttamento dei mercati locali (i giacimenti
petroliferi di Nassiriya, gli appalti per la
ricostruzione in Iraq e Libano, gli affari nei Balcani…),
come negli accordi economici con gli Stati Uniti (l’elicottero presidenziale
USA sarà realizzato dalla Augusta-Westland,
di cui Finmeccanica è azionista…) e nella stessa
influenza politica sulle aree d’intervento.
Oggi gran parte di quella sinistra italiana, che
giustamente rifiuta il sostanziale allineamento alle scelte del Governo,
contesta l’ampliamento di questa base. Il problema però è che non viene tanto contestato l’uso bellico della base, quanto il
fatto che è americana: si rimprovera, cioè, una “sudditanza” agli USA, denunciando come
politica estera imperialista solo quella del presidente statunitense perché
“unilaterale”, auspicando una visione “multilaterale” e “multipolare”
col rafforzamento di ONU da un lato e della UE dall’altro, giungendo anche a
proporre un progetto di difesa europea
autonoma.
In realtà gli USA sono solo un alleato, seppur importante,
dell’Italia, che
fa parte a pieno titolo della costruenda potenza
(imperialista) europea. In tale contesto si
confrontano posizioni più o meno “amichevoli” verso gli USA in ogni Paese
europeo, soprattutto per la sua ancora indiscussa supremazia militare. Tutta la UE converge nel contendere alle altre potenze i mercati
mondiali; l'Italia ha accordi militari con Egitto, Libia, Israele e relazioni
commerciali ci sono con tutto il Medio Oriente.
Già ora non mancano le iniziative imperialiste portate
avanti con relativa o piena autonomia dagli USA: la missione in Libano (promossa da
Francia e Italia), le critiche alla politica estera USA
(Somalia, Afghanistan…), i contatti diplomatici con l’Iran (grande partner
commerciale italiano)… Opporsi alla sola alleanza con gli USA, oggi significa,
di fatto, complicità con la linea imperialista europeista. Proprio a
Vicenza ha sede la Gendarmeria europea (Eurogendfor),
nuovo corpo dell’Unione europea nato per essere impiegato in missioni militari
all’estero, anch’esso frutto di una politica “bipartisan”.
Con la diplomazia o con le armi, a fianco degli USA o
contro di loro, in alleanza con altri o da solo, l’imperialismo italiano
interviene nel mondo per aumentare i profitti delle sue aziende, la loro
capacità di sfruttamento, il loro controllo dei mercati, delle fonti di energia e materie prime.
Come comunisti
internazionalisti
·
ci opponiamo a tutte
le basi militari (NATO, USA, UE o italiane) e le missioni imperialiste, con o
senza avvallo dell’ONU, con o senza la partecipazione americana;
·
siamo coi lavoratori di
Vicenza che disconoscono la rappresentatività e denunciano l’asservimento delle
istituzioni borghesi ad interessi affaristici;
·
ci opponiamo, in
primo luogo, all’imperialismo di casa nostra in tutte le sue possibili opzioni
strategiche, da quelle europeiste, che pretendono di essere "più
avanzate", a quelle filo-atlantiche, che mirano comunque tutte a sfruttare
sempre più intensamente, e tanto più estesamente, il proletariato italiano e
quello delle aree capitalisticamente meno avanzate,
terreno di competizione interimperialistica;
·
siamo coi proletari di
tutto il mondo che lottano contro le rispettive borghesie ed i diversi
imperialismi oppressori.
Comitato di Lotta
Internazionalista
|
Circolo
Alternativa di Classe |
|
|
Circolo
Internazionalista di Torino |
|
|
Gruppo Comunista
Rivoluzionario |
|
|
Pagine Marxiste |
www.paginemarxiste.it
|