CONTRO
Lo
sciopero di oggi 25 novembre non deve servire a tirare
la volata elettorale ad un nuovo governo Prodi (che di finanziarie ne ha già
varate anche di peggiori), ma a difendere gli interessi della classe
lavoratrice.
A
questo proposito è vergognoso che le Confederazioni abbiano revocato lo
sciopero per i lavoratori della scuola, con la scusa che il Consiglio dei
ministri ha finalmente firmato il contratto scaduto da due anni. Tanto più che nella Finanziaria il governo non ha stanziato le
risorse per il contratto che scade a gennaio.
I
sindacati si sono prestati al gioco di dividere il fronte di classe, che lo
sciopero generale dovrebbe unire.
Cosa significa questa legge per le imprese e per i lavoratori?
Per
le imprese:
·
taglio di 1 punto delle aliquote contributive (costo
totale 2 MD di €)
·
altri due miliardi per crediti agevolati alle imprese che
perdono la disponibilità del fondo TFR
Ecco
perché la Confindustria ha dato un giudizio positivo
sulla Finanziaria...
Per
i lavoratori:
·
aumenti inevitabili delle tasse locali e dell’ICI (visti i
tagli a Province e Regioni)
·
che si aggiungono al caro benzina, metano, elettricità,
mentre gli sgravi sull’IRPEF, sbandierati dal governo, per i lavoratori vengono
mangiati dal fiscal drag
·
Taglio di 55 mila posti lavoro Co.co.co e a tempo determinato negli
enti locali, e di 27 mila precari dell’università
·
A questo si aggiunge lo scippo del TFR, che viene
ipocritamente presentato come un mezzo per garantire il futuro dei giovani
lavoratori, dopo che si sono loro dimezzate le pensoni!
·
per dare ai senatori prebende da distribuire per la
campagna elettorale
·
per l’esenzione dall’ICI delle attività commerciali
della Chiesa e “organizzazioni no profit”, che saranno usate per evadere il
fisco
·
per la spedizione militare in Irak (un miliardo di euro
in due anni),
·
per polizia e carabinieri (250 milioni)
·
per le nuove fregate Fremm da costruire con la Francia
(30 milioni come anticipo per un programma di 15 anni).
·
E l’80% dell’8 per mille dato allo Stato va a
finanziare missioni militari!
Con lo sciopero di oggi
opponiamoci anche agli interventi militari dell’imperialismo italiano
all’estero: come lavoratori e studenti chiediamo il ritiro immediato dei
militari italiani dall’Irak!
La
nostra lotta contro il deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori non deve limitarsi alla Finanziaria.
► Organizziamo
la difesa del salario; unifichiamo il fronte delle categorie in lotta per il
contratto, a partire dai metalmeccanici;
► rivendichiamo un salario minimo decente per
tutti i lavoratori, anche precari e non garantiti,
il cui valore aumenti automaticamente
con l’aumento dei prezzi,
► Opponiamoci allo scippo del TFR a vantaggio dei voraci
fondi pensione!
fipvsottavio20