Contro il finanziamento alle “missioni” di
guerra
“Né un uomo, né un soldo…”
Così il socialista A. Costa nel
1885, parafrasando Bebel, denuncia al parlamento la
prima avventura coloniale italiana in
Eritrea. Da allora centinaia di guerre imperialiste si sono succedute, da allora un filo rosso lega i rivoluzionari di ieri a quelli di oggi
che lottano contro il capitalismo e per
una società senza guerre e senza sfruttamento .
Nella finanziaria del 2005 ai 22
miliardi di € di spesa militare si sono aggiunti altri 1,2 miliardi extra per altre
missioni ( Irak,
Afghanistan … ) Considerando che a
pagare sono i lavoratori , il costo del tutto è di
oltre 1000 € a testa (fonti Sipri e Min. difesa).
Il voto per il finanziamento delle
“missioni” (Balcani, Afghanistan, Irak,
Libano, Egitto… ) da parte della attuale “sinistra di
governo” (futura “Sinistra Europea”) confermerà da che parte questa sinistra si colloca negli schieramenti delle guerre del domani .
Per gli interessi dei pochi si
alimentano guerre sanguinose.
L’eventuale ritiro dall’Irak non significa una “politica di pace”. Il governo di centro sinistra vuole con questo aprirsi uno
spazio di trattativa con l’Iran, di cui l’Italia è il primo partner commerciale,
mentre va a potenziare il contingente militare in Afghanistan. Se prende le
distanze dagli Stati Uniti è per riavvicinarsi a
Germania e Francia, in particolare per rafforzare la forza armata europea e
l’influenza europea in Africa, tutti
pronti a impegnarsi in altre guerre. Non è un caso che Franco Giordano neo segretario del
PRC suggerisce l’invio di truppe in Sudan e Congo, dove la
Germania invierà metà dei 1.500 di una spedizione Europea. Questa
sinistra che ha avuto il consenso elettorale di “tanti”, votando i crediti alle missioni,rappresenta
concretamente gli interessi dell’imperialismo italiano e delle lobby industrial-militari
E’ questa la democrazia borghese: raccogliere
il consenso dei tanti per gli interessi dei pochi.
A chi interessa finanziare le“missioni di pace”?
Alle imprese industriali,
commerciali e di servizio che si accaparrano appalti, quote di mercato e
lucrosi profitti, alle banche e ai
gruppi finanziari per trarre interesse e rendite, alle industrie belliche (quelle
italiane sono tra le prime nel mondo), agli apparati militari alimentati da assurde spese parassitarie, allo
stato e ai suoi governi che rappresentano
questi interessi che contano realmente.
E’questo il
Capitalismo!
L’opposizione alle guerre è l’interesse
di tutta l’Umanità
Occorre che i lavoratori più coscienti si organizzino
e lottino affinché gli interessi della specie umana diventano realtà.
Le
guerre devono restare nel ricordo della preistoria capitalistica dell’Umanità!
Oggi diciamo ancora con più forza:
Né
un uomo, né un soldo alle missioni di guerra!
Comitato di Lotta Internazionalista www lottainternazionalista.org
Adesioni:
Pagine
marxiste (www.paginemarxiste.it)
Movimento
per il Partito comunista dei Lavoratori (www.progettocomunista.it)
Gruppo
Comunista Rivoluzionario GCR Lav_com@tin.it
Fip.torino giugno 06