2007 - PRIMO MAGGIO INTERNAZIONALISTA

      Contro precarietà, razzismo, guerra e devastazione ambientale

 

A 117 anni dalla sua nascita la giornata internazionale del Primo Maggio mantiene il suo profondo significato di lotta. Per la maggior parte dei lavoratori del mondo, l’obiettivo delle 8 ore di lavoro al giorno che ha animato lo sciopero di Chicago del lontano 1886 purtroppo è tuttora da conquistare. Oggi a Torino, in contrapposizione ai rituali istituzionali, vogliamo rilanciare alcuni punti di fondo che a nostro avviso devono essere all’ordine del giorno nel quotidiano impegno politico di tutti coloro che lottano per una società senza sfruttamento e oppressione.

 

NO alla precarietà del lavoro. Difesa delle condizioni di vita e di lavoro conquistate con le lotte dei decenni passati. Se i capitalisti intascano profitti record, i lavoratori invece pagano con morti sul lavoro, bassi salari (in Italia ormai i più bassi d’Europa), riduzione delle pensioni, scippo del TFR e una precarietà sempre più in aumento.

 

NO alla discriminazione razziale, NO ai CPT. Il Primo Maggio deve essere la giornata dell’unità dei lavoratori italiani e immigrati contro lo sfruttamento del capitale. Per facilitare lo sfruttamento la borghesia cerca di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri: dopo averli divisi fra precari e stabili, punta a mettere gli italiani contro gli immigrati. Da tempo assistiamo a campagne stampa tese a dipingere i proletari stranieri come terroristi, ladri e assassini, mentre sempre più essi lavorano nelle peggiori condizioni e tra i ricatti.

 

NO alla guerra. Opposizione a tutte le guerre dei governi imperialisti, a partire da quelle del “nemico in casa nostra”, cioè il governo italiano, che spende miliardi di euro ogni anno per esercito, armamenti e missioni militari all’estero, dall’Afganistan al Libano.

Chi si oppone alla guerra non può farlo solo a parole, non può limitarsi a “contrastare le ideologie dell’imperialismo”, ma deve agire in maniera concreta nelle piazze e sui territori, attraverso tentativi di scardinare i vari meccanismi con i quali la macchina mortale della guerra si riproduce. Così sta facendo il movimento No Dal Molin per impedire il raddoppio della base americana a Vicenza, così dobbiamo fare in ogni città d’Italia, a partire da Cameri (Novara) dove vogliono assemblare gli aerei da guerra F35.

 

NO TAV/NO alla devastazione ambientale. Pieno sostegno alle nuove lotte che dalla Valsusa a ogni parte della penisola coinvolgono migliaia di persone nella difesa dei propri territori dalle speculazioni dei grandi gruppi (dell’energia, dell’edilizia, del trasporto) a caccia di soldi pubblici per i loro loschi affari.

 

Di fronte a un governo guerrafondaio che conferma il completo appoggio ai grandi gruppi economici, di fronte al tradimento dei vertici dei partiti della sinistra e dei sindacati confederali, succubi del governo e complici di una politica concertativa con la vorace borghesia italiana, solo l’impegno, l’autorganizzazione, il protagonismo diretto dei lavoratori e delle masse possono far valere gli interessi dei molti contro gli interessi dei pochi.

Solo un’unità d’azione dei lavoratori e delle masse povere che superi ogni divisione nazionale e ogni frontiera potrà efficacemente combattere sfruttamento, guerre e xenofobia e porre fine per sempre a un sistema sociale che li vede oggi carne da profitto, domani carne da cannone. 

A questi punti di fondo vogliamo aggiungere l’appoggio alla mobilitazione, in queste ultime settimane, per la liberazione dell’esponente afgano di Emergency Rahmatullah Hanefi, imprigionato, torturato e assurdamente accusato dal governo Karzai, burattino delle potenze occidentali, dopo che il governo Prodi si era servito di lui per far liberare Daniele Mastrogiacomo. L’abbandono dell’Afganistan da parte di Emergency, con le conseguenze di carattere umanitario che seguiranno, è una vergogna di cui sono responsabili le istituzioni delle potenze occupanti, compresa l’Italia “portatrice di pace”.

Presidio contro la guerra e per la liberazione di Rahmat Hanefi ogni mercoledì, giovedì, venerdi e sabato dalle 17 alle 19 in p. Castello (lato via Po).

 

 

 

Circolo Internazionalista – Via Baveno 23 Torino -  Aperto il lunedì dalle 21 alle 23

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