Da vari
mesi con compagni di diverse città (Milano - Torino - Pavia - Genova - La
Spezia - Roma - Napoli) è in atto un lavoro di confronto intorno al seguente tema:
“L’internazionalismo non è solo ideale, ma necessità storica concreta”.
Riprendiamo alcune considerazioni di fondo sulla base delle quali è nato questo lavoro, riferendoci al primo documento, quello del Maggio 2005.
“Lo sviluppo del capitalismo in tutto il mondo ha reso
gli uomini sempre più interdipendenti nella produzione e nelle relazioni
sociali, ma divisi in stati,
assoggettati a potentati economici in lotta per la spartizione del
mercato mondiale.
Solo la lotta per l’abbattimento del capitalismo e il
passaggio alla società senza stati, senza classi, senza sfruttamento e senza
oppressione può sciogliere questa contraddizione. Questa lotta non può che
essere internazionale e internazionalista.
Oggi più che mai, di fronte ai continui sanguinosi
scontri tra stati e imperialismi ove è in gioco la sorte di migliaia di uomini
e proletari e ai continui attacchi alle condizioni di vita dei proletari dei
paesi cosiddetti sviluppati, è necessario dare concretezza a una lotta
internazionalista.
Non basta denunciare solo l’imperialismo più forte,
quello americano; siamo contro tutti gli imperialismi, a partire da quello di
“casa nostra”.
Unificare, organizzare, coordinare, raccogliere le energie di uomini-avanguardie del proletariato per contrapporsi agli interessi nazionalistici della nostra borghesia e del suo stato, quale presupposto per il collegamento con i reparti d’avanguardia del proletariato degli altri paesi: si tratta di collegare per una battaglia comune il proletariato italiano con quello francese, tedesco, …con quello russo, ucraino, polacco, rumeno, con quello marocchino, americano, cinese,mediorientale, indiano, argentino,… con tutti i lavoratori del mondo”.
Le forze
rivoluzionarie, dunque, possono e debbono coordinarsi per una lotta efficace
contro il capitalismo. Questo è il nostro impegno di fondo.
Come pensiamo di operare?
Siamo coscienti che le forze rivoluzionarie attualmente esistenti sono divise su molti aspetti teorici, pratici, organizzativi, ma siamo altrettanto coscienti che l’obiettivo, lo spirito, la passione che le muove sono comuni, anche se spesso sono separate da formali steccati programmatici e organizzativi. Non possiamo neanche negare che le diverse realtà sono frutto di esperienza di lotta pratica e teorica per cui se non si assolutizzano come uniche, possono essere ricchezza per la ripresa del movimento rivoluzionario e per le future lotte.
Il Comitato di Lotta Internazionalista non vuole
tendere a una formale omogeneizzazione politica, anzi l’esperienza di ognuno
deve essere ricchezza politica per tutti.
Prima di tutto bisogna partire da ciò che ci unisce, e
quanto sopra detto deve essere la base minima di partenza. Seguirà un processo
dialettico che avrà le sue fasi nelle iniziative di lotta comune e nel
confronto teorico-politico.
Il Comitato di Lotta Internazionalista non deve e non
può essere un semplice contenitore intergruppi per iniziative comuni, esso deve
essere un’area di lavoro e di lotta politica-teorica-organizzativa.
All’interno di questo processo può nascere, se deve nascere, il “partito rivoluzionario”.
Per supportare il lavoro è sempre attivo il sito
www.lottainternazionalista.org, che è stato rinnovato e risulta suddiviso
in tre sezioni: corrispondenze, contributi, sintesi.
Corrispondenze:
lettere, scritti ed esperienze dal movimento reale suddivisi in 5 grandi temi:
1) Situazione internazionale 2) Lavoro
3) Lotte sociali 4) Società e
politica italiana 5) Storia e comunismo.
Contributi:
elaborati teorici e di intervento nelle lotte di chi partecipa attivamente al
lavoro del comitato. Per ora vi sono due principali aree tematiche:
1) Analisi e iniziative per un concreto
internazionalismo
2) Lotta per gli interessi immediati-storici del
proletariato
Sintesi:
esperienze ed elaborati collettivi frutto di confronto politico interno al
Comitato di Lotta Internazionalista.
Alla base di questo lavoro ci deve essere la convinzione che nessuno ha la verità assoluta e che la visione più scientifica e rivoluzionaria non può che scaturire da un’insieme di ipotesi che andranno verificate nella lotta e nel processo reale (da cui deriverà la sintesi); inoltre ci deve essere la convinzione della necessità di unire le poche forze rivoluzionarie esistenti per essere più incisivi nel movimento reale.
La realizzazione di un bollettino nazionale come strumento per favorire tutto ciò potrebbe scaturire dall’attuale lavoro.
Nel mese di settembre sarà avviato un confronto
politico-teorico in alcune città sui seguenti argomenti:
-Medioriente: un’analisi delle condizioni sociali,
politiche e di classe per una posizione internazionalista più vicina agli interessi del proletariato e
al movimento rivoluzionario in Medio Oriente.
-Iniziative per la difesa concreta degli interessi
immediati del proletariato in Italia, soprattutto in
contrapposizione alla crescente precarietà sociale.
-Analisi della realtà del proletariato nell’attuale fase di sviluppo capitalistico in Italia.
I suddetti lavori avranno lo scopo sia di sintetizzare
posizioni politiche, ma soprattutto di promuovere iniziative di lotta e
propaganda coordinate sul territorio in diverse città.
Più ampio e concreto sarà il contributo di gruppi e di
compagni, più sarà favorita la ripresa del movimento rivoluzionario.