COMITATO  DI  LOTTA  INTERNAZIONALISTA


HomePageHome Page

DocumentiDocumenti

VolantiniVolantini

ContributiContributi

ForumCorrispondenze

ForumCronologia

per contatti

Invia MailInvia e-mail

Scarica Acrobat Reader

 

 

L’internazionalismo non è solo ideale  ma  necessità  concreta


Lo sviluppo del capitalismo in tutto il mondo ha reso gli uomini sempre più interdipendenti nella produzione e nelle relazioni sociali, ma divisi in stati, soggetti a potentati economici in lotta per la spartizione del mercato.

Solo la lotta per il superamento del capitalismo e il passaggio alla società senza classi può sciogliere questa contraddizione. Questa lotta non può che essere internazionale e internazionalista.

Ve ne è tanto più bisogno oggi che le contraddizioni tra stati e tra imperialismi tendono ad acuirsi con l’emergere di nuove potenze, rendendo la guerra un dato ormai permanente.

Vi è tanto più bisogno di internazionalismo oggi che l’Italia è direttamente coinvolta nella sanguinosa occupazione imperialista dell’Irak, oltre che in una dozzina di altri interventi armati.

Anche la lotta per la difesa degli interessi immediati della classe lavoratrice, per il salario e contro l’offensiva di padronato e governo su flessibilità, orario, pensioni deve essere condotta all’interno di una prospettiva internazionalista, contro la proiezione imperialista dei gruppi economici italiani e dei loro governi, e per l’unità con i lavoratori di ogni paese e le loro avanguardie.

Solo chi lotta contro il proprio imperialismo può trovare l’unità internazionalista con i lavoratori degli altri paesi.

Per questo fine gruppi di lavoratori e militanti di diverse città hanno deciso la costituzione del COMITATO DI LOTTA INTERNAZIONALISTA. Esso intende riunire e coordinare le forze che condividono l’esigenza di diffondere tra le masse, nella classe lavoratrice e nella gioventù l’orientamento internazionalista nella sua forma più concreta.

Riteniamo che non ci si possa limitare alla semplice propaganda del principio internazionalista, ma si debba agire per un coordinamento di uomini-avanguardie e di energie di classe, che si contrappongano agli interessi nazionalistici della nostra borghesia e del suo stato, quale presupposto per il collegamento con i reparti d’avanguardia del proletariato dei vari paesi, unico modo per dare concretezza all’internazionalismo.

Si tratta di collegare per una battaglia comune l’operaio italiano con quello francese, tedesco... con quello russo, ucraino, polacco, rumeno, con quello, marocchino, ecuadoriano, americano, cinese, indiano… con i lavoratori di tutto il mondo. Lo scopo comune non è semplicemente ideale, ma è fondato sulle necessità materiali, storicamente determinate, della classe lavoratrice internazionale.

La realtà ci impone una serie di compiti internazionalisti: l’opposizione alle guerre imperialistiche, a cominciare da quella dell’Irak, e ai tentativi da parte delle grandi imprese capitalistiche di contrapporre i lavoratori italiani a quelli di altri paesi sul terreno delle condizioni salariali e normative, con le politiche protezionistiche dei dazi doganali, con la divisione tra lavoratori italiani e immigrati.

Non basta denunciare il solo imperialismo oggi più forte, quello americano. Vorrebbe dire disarmare i lavoratori francesi, tedeschi o russi nei confronti delle proprie borghesie imperialiste, che si contrappongono a quella americana; e domani anche quelli italiani – ad esempio se con l’Unione di Prodi al governo l’imperialismo italiano optasse per l’alleanza con l’asse franco-tedesco.

Il nostro internazionalismo non appoggia uno schieramento imperialista contro un altro; non si illude che potenze come quelle europee, una volta che riuscissero a centralizzare le loro forze, sarebbero meno rapaci e guerrafondaie di quella americana: ne hanno già dato prove sufficienti nel secolo passato. Il proletariato resterebbe carne da cannone.

Siamo contro tutti gli imperialismi, a partire da quello di casa nostra.

Oggi le posizioni internazionaliste sono estremamente deboli nella classe, per le sconfitte subite nel passato. Tuttavia la diffusione del lavoro salariato nel mondo ha reso sempre più mature le condizioni per la ripresa di queste posizioni. Si tratta di una battaglia che richiede un lavoro continuo, passione rivoluzionaria, e anche un grande sforzo teorico per afferrare la realtà in continuo mutamento.

 

Il Comitato di Lotta Internazionalista si propone come punto di incontro e di confronto, di elaborazione teorica per chi condivide queste prospettive; non semplice circolo di discussione, ma centro di raccolta e divulgazione di analisi e informazioni sul capitalismo e il movimento operaio internazionale, e coordinamento di energie per l’azione internazionalista nella nostra classe. Respinge chiusure settarie, ed è aperto a tutti coloro che sono disposti ad impegnarsi fattivamente per la ripresa dell’internazionalismo, in Italia e nel mondo.

 

 

Comitato di Lotta Internazionalista

Torna a Inizio Pagina